Esplode la polemica “Ci sono troppi gay in Rai” ed il direttore di Rai Uno replica e mette a tacere tutti

10 Lug 2020 Fabiano Minacci • Tempo di lettura: 2 minuti

Da un paio di settimane a questa parte, probabilmente complice l’avanzare in parlamento della legge contro l’omofobia, è esplosa la polemica “ci sono troppi gay in Rai” lanciata da Mario Adinolfi e ripresa anche dalla giornalista de Il Messaggero che ha intervistato Fabio Canino, cercando in tutti i modi di fargli fare outing a qualche suo collega.

L’assurda polemica è stata così commentata da Stefano Coletta, direttore di Rai Uno, che durante un incontro con la stampa ha dichiarato:

“Tutto vorrei leggere tranne questo. Basta piccolezze, bassezze. Di fronte alle persone non mi chiedo mai con chi vanno a letto. Questa storia della ‘gayzzazione’ di Rai Uno, in riferimento a tutte le persone chiamate dal precedente direttore, Teresa De Santis, mi sembra che possa indurre una riflessione: che cacchio ce ne frega. Tutti i conduttori cui si fa riferimento in tutti gli articoli, anche in maniera un po’ gratuita, tutti i nomi indicati in maniera dispregiativa per la loro inclinazione sessuale, che io peraltro non conosco, sono stati scelti dal precedente direttore di Rai Uno”.

E ancora:

“Chi vuole usare questi nomi per fare riferimento alla mia vita privata sbaglia, non parlo mai della vita delle persone, sono un uomo molto libero e non mi interessano le chiacchiere su questi temi. È deprimente quello che si legge. Mio padre, a 80 anni, mi chiedeva se i personaggi televisivi fossero sposati o meno, era nato nel 1920. Nel 2020, dopo cento anni io mi occuperei del livello culturale delle persone, giudicherei i conduttori per la loro professionalità”.

I gay in Rai ci sono sempre stati

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