Platinette attacca la legge contro l’omofobia: “Bavaglio inutile. Non sopporto il vittimismo delle persone LGBT”

06 Lug 2020 Fabiano Minacci • Tempo di lettura: 3 minuti

Platinette in questi anni ha più volte espresso il suo parere contrario sulle Unioni Civili, sul Pride e anche sull’eccessiva attenzione (a parer suo) che Barbara d’Urso dedica al tema della lotta all’omofobia. Mauro Coruzzi è tornato a parlare in un’intervista rilasciata a La Verità e questa volta se l’è presa con la legge contro l’omofobia, arrivando a dire che non sopporta il “vittimismo degli LGBT”.

“Mi irrita l’idea di dover limitare ancora una volta l’ironia, il linguaggio non convenzionale. Se dico a una persona “sei proprio una finocchia persa”, che cosa c’è che non va? Ci sono famiglie orrende, nuclei familiari imbarazzanti ma perché non si può fare il family day se altri sfilano nel gay pride? E non sopporto il vittimismo, il piagnisteo continuo degli Lgbt.

Purtroppo ho visto molte coppie omosessuali sacrificare il loro universo fatto di differenze quasi ne avessero paura, per una voglia di uniformità, per provare un senso di appartenenza. Sinceramente non capisco e trovo anche la questione oltremodo noiosa. Io sono per la singolarità, vorrei una legge per l’individuo e non ho alcun interesse a formalizzare una famiglia arcobaleno». Anche perché, spiega Platinette, «che bisogno hanno del matrimonio, quando i rapporti omosessuali sono poliamorosi?”

Non so se si tratti dell’opinione di un gay maturo che inconsciamente pensa “se certe cose non le ho avute io, non voglio nemmeno che le abbiano  le nuove generazioni“, oppure di una persona che vive in un mondo che non è il mio. Forse nell’universo di Platinette c’è la potente lobby gaia che comanda l’Italia, che tutto decide e muove le fila della politica, regalando diritti inutili ad una comunità privilegiata. Perché nel mondo in cui vivo io il problema non sono le battutine “finocchia“, ma è la violenza fisica e verbale che subiamo, il bullismo, le discriminazioni quotidiane (anche sul posto di lavoro) e il fatto di essere cittadini e coppie di serie B anche agli occhi dello stato. Dobbiamo sorbirci le risatine per strada se teniamo per mano il partner, le derisioni se a scuola non ci vestiamo come i nostri compagni o se ascoltiamo Lady Gaga invece di Vasco, questo succede nel mondo in cui vivo io e che a questo punto non è lo stesso di Platinette.

In ogni caso Mauro ha fatto un bellissimo regalo alla destra italiana, perché non c’è cosa che questi signori amino di più dei gay che sposano le loro idee, così da poter dire: “Se lo dice un gay allora è proprio vero! E adesso vedrete gli altri omosessuali brutti e cattivi come aggrediranno questo loro compare che ha deciso di dire la verità“.

Platinette se l’era presa con la comunità LGBT anche l’anno scorso.

“Non mi piace la lamentela del mondo omosessuale quando continua a dire ‘siamo vessati, siamo emarginati…’. Non solo non è più così anzi, la visibilità degli omosessuali non è mai stata così alta come in questo momento e, a volte fin troppo. – ha continuato Platinette – Una persona non vale perché ha una tendenza sessuale piuttosto che un’altra, ma perché è una persona, basta. State insieme, andate dal notaio spendete cento euro e fate un atto d’amore standovi vicini anche senza i documenti”.

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